Inizia a configurarsi l’ alleanza post elettorale per la formazione del governo futuro. La CEC ha pubblicato venerdì sera i risultati preliminari che danno 71 mandati alla coalizione dei democratici, ed è bastato perché ieri a mezzogiorno Berisha rivolgesse un invito ufficiale al LSI di Meta, che quest’ultimo ha accettato pubblicamente un’ora dopo. Nei loro discorsi Berisha e Meta si sono trovati d’accordo sulle ragioni che portano i due partiti ad allearsi, ma Meta ha voluto ribadire che il processo elettorale è stato compromesso e LSI è stata vittima dei brogli messi in atto dal PS. La reazione dalla sede rosa è arrivata in serata, Rama ha definito Meta la stampella del primo ministro rovesciato e la coalizione governativa nascente l’affare più vergognoso degli ultimi 18 anni, dicendosi deciso di voler seguire fino in fondo lo scrutinio dei voti e di indagare sul processo elettorale.
La miccia
Se ne parlava almeno da 4 giorni. Man mano che lo scrutinio si avvicinava alla fine, era chiaro a tutti che nessuna coalizione avrebbe avuto la maggioranza necessaria per governare: quella del PD era ferma a 70 mandati, quella del PS a 66, e i 4 mandati del LSI avrebbero fatto l’ago della bilancia. Mentre, i due partiti maggiori si sono dati ad uno scontro all’ultimo voto per aggiudicarsi almeno un mandato ciascuna, la sera del mercoledì scorso, Dritan Prifti, dirigente del LSI, eletto deputato nella circoscrizione di Fier, ha dichiarato in diretta televisiva che "il suo mandato sarebbe stato contro Edi Rama". Per di più, se la coalizione del PD si fermasse a 70 mandati, avrebbe offerto il suo a Berisha per formare la maggioranza governativa, a patto che quest’ultimo approvasse una legge elettorale per garantire nel futuro elezioni libere e trasparenti. Una posizione condizionata, secondo Prifti, dagli brogli messi in atto durante lo spoglio dagli scrutinatori socialisti a danno del LSI. Il progetto del PS per annientare il suo partito dalla scena politica non avrebbe funzionato, e Prifti ha voluto sottolineare che LSI è riuscito ad ottenere "4 mandati d’oro che valgono molto di più dei 40" che avrebbero preso se i loro voti non fossero stati rubati.
La dichiarazione di Prifti è stato un fulmine al ciel sereno per la sede rosa e per chi sperasse in’un alleanza post elettorale tra i due partiti socialisti se i numeri l’avrebbe reso possibile. Il PS si è sbrigata a sottolineare che LSI non avrebbe offerto i suoi mandati al PD perché i suoi voti sono stati contro Berisha. Di fatto, nei giorni dello scrutinio, i socialisti nel calcolo dei mandati utili per formare il governo avevano contato anche su quelli del LSI. Diversa la situazione nella sede blu. Dalla mattina del mercoledì, ripetevano di aver vinto almeno 71 mandati, anche la CEC non aveva pubblicato i risultati. Berisha ha accettato di non aver vinto secondo le sue attese e si è detto disponibile a governare il paese con una maggioranza più ampia.
La riflessione
Non si è fatta attendere la reazione ufficiale del LSI. Giovedì, il suo segretario generale, Petrit Vasili, ha definito la posizione di Prifti come personale e condizionata dagli orrori elettorali di cui è stato testimone durante il giorno delle votazioni e lo scrutinio dei voti. Vasili si è appellato a Berisha e Rama per "contribuire alla normalizzazione della situazione tesa creatasi e non ledere ancora di più gli standard già gravemente compromessi" delle elezioni del 28 giugno, ammonendo i due leader a porre fine ai tentativi di "cambiare il risultato delle elezioni con qualsiasi forma di pressione o mezzo illegale". Invece sulle alleanze post-elettorali avrebbe deciso il Consiglio Direttivo del partito. Decisione che è arrivata la sera dello stesso giorno. Sempre Vasili, in conferenza stampa, ha dichiarato che il LSI avrebbe atteso il risultato finale per quanto riguarda le alleanze post elettorali. Il segretario generale del LSI, ha voluto ribadire la grave compromissione degli standard del processo elettorale, comunicando che il suo partito ha già elaborato il primo rapporto con le irregolarità e i brogli constatati che sarà consegnato agli organismi internazionali presenti in Albania. Inoltre, non ha risparmiato le critiche verso Rama, riconfermando in sostanza le accuse di Prifti. "Rama non ha nessun diritto politico e morale di parlare in nome dei mandati del LSI", ha detto Vasili, perché avrebbe orchestrato un’azione poliziesca e finanziaria per compromettere il processo elettorale con lo scopo di annientare il LSI.
L’invito
La comunicazione dei risultati preliminari da parte della Commissione Elettorale Centrale venerdì sera che davano per vincente la coalizione dei democratici con 71 mandati, è bastata perché l’invito di Berisha per il LSI di Meta diventasse ufficiale, ieri mattina. "Sono qui per invitare pubblicamente il LSI per formare il governo dell’integrazione all’Unione europea", ha detto Berisha in conferenza stampa, ricordando che il sovrano gli "aveva donato la vittoria ma anche imposto la coalizione" governativa con altri partiti fuori dalla coalizione preelettorale, e il LSI sarebbe "il partito con il programma più vicino" al PD. Il leader democratico ha definito il partito di Meta come una rappresentante dignitosa del centro-sinistra e ha riconosciuto che negli ultimi anni è stata penalizzata dai codici elettorali sia nelle elezioni del 2005 che quelle attuali, ma non per colpa del PD. Berisha ha scelto LSI anche perché, nell’ipotesi di una coalizione bipartisan del PD con il PS, il paese sarebbe rimasto senza opposizione. "Immaginate una coalizione governativa gigante e un’opposizione con solo 4 deputati. La metà di voi andrebbe in pensione o cambierebbe mestiere perché non ci sarebbero più notizie. Non si può vivere solo con le notizie del governo tutto il giorno", ha detto Berisha ai giornalisti presenti, accentuando che il governo con il LSI è lo schema migliore nell’interesse del paese perché si avrebbe non solo un governo solido ma anche un’opposizione solida.
Un’ora dopo l’Albania avrà il suo nuovo governo. Meta ha accettato l’invito di Berisha per la formazione del governo dell’integrazione europea e si è detto pronto ad iniziare i negoziati per la realizzazione del programma governativo. "Prendendo in considerazione i risultati delle elezioni del 28 giugno, la crisi economica, l’importanza della stabilità politico-istituzionale, la necessità di un governo efficiente e rappresentativo, dopo essermi consultato con gli attori nazionali e internazionali che richiedono il rafforzamento della stabilità nel paese e l’accelerazione delle riforme, con responsabilità storica e patriottica, accetto l’invito del leader della coalizione vincente". Meta ha detto di "non essere felice" per la posizione assunta e ha ricordato di "aver fatto tutti i tentativi per allontanare dal governo Berisha", cercando invano di allearsi con il PS prima delle elezioni. L’atteggiamento ostile dei socialisti nei suoi confronti nell’ultimo anno, e le condizioni in cui può versare il paese senza un nuovo governo, l’avrebbero spinto a coalizzarsi con Berisha. Il leader del LSI, ha ripreso il discorso di Berisha sull’opposizione solida, facendo notare che il suo partito poteva stare anche in opposizione ma si sarebbe trattato di un’opposizione di 4 deputati inefficiente per controllare l’operato di un eventuale governo PD-PS. Inoltre, un accordo Rama – Meta sarebbe impossibile e produrrebbe solo crisi anche se Meta sarà disponibile a collaborare con l’opposizione socialista per la realizzazione delle riforme.
Le reazioni
I socialisti hanno reagito in serata sull’accordo Berisha – Meta. Rama che festeggiava ieri il suo quarantacinquesimo compleanno, ha detto che sarebbe stato "il compleanno che non avrebbe mai dimenticato". L’accordo raggiunto tra il PD e il LSI è per il leader socialista l’affare più vergognoso degli ultimi 18 anni. Meta non ha fatto altro che trafficare "i 83 mila cuori d’opposizione che il 28 giugno hanno battuto per allontanare" Berisha dal governo, ha dichiarato Rama, riferendosi ai cittadini che hanno votato per il LSI. Mentre la lotta per il conteggio di ogni voto dell’opposizione continua, "Ilir Meta si è affrettato di prestarsi come la stampella del primo ministro rovesciato, rimettendo in piedi quella che egli stesso definiva fino a sei 6 giorni fa il governo di Gërdec". Per Rama, l’affare tra Berisha e Meta non può essere considerato la salvezza da un’eventuale governo Berisha – Rama, e non è successo per colpa dei socialisti, piuttosto per via di "un appetito insaziabile per il potere e per il controllo su canali di interessi finanziari". Ormai "il gioco politico è semplicemente un gioco, mentre dietro le quinte è stato accordato tutto tra gli avversari che sono tali solo nel gioco e partner dietro le quinte", ha continuato Rama, dicendosi deciso di voler di continuare con lo scrutinio dei voti e le indagini su queste elezioni e di "guidare il PS fino alla conclusione del processo elettorale".
Intanto, cresce l’opposizione all’interno del LSI per quanto riguarda la coalizione governativa con il PD. Il partito di Meta ha convocato la Convenzione Nazionale per martedì prossimo per discutere sull’accordo con Berisha, ma due alti dirigenti dei socialisti per l’integrazione, Fatos Klosi e Sabit Brokaj, contattati telefonicamente dal TV VizionPlus, hanno dichiarato di essere contrari al governo con Berisha che sarebbe stata una decisione del leader del LSI, Ilir Meta, e non delle strutture del partito.