AGRON
Qualche volta ritornano. I nostri amici albanesi, dopo anni di vita all’estero, tornano e ci sorprendono. Non sono molti in verità, ma di grande spessore. Alcuni mesi fa è tornato Agron, da Lusia (Rovigo). Agron, con i suoi lineamenti orientali e di pelle scura, era mussulmano. L’incontro con una vivace comunità cristiana ha segnato la sua conversione alla fede cattolica, trasformandolo in un cristiano impegnato, in un convinto testimone della fede qui in Albania. Un po’ gliela stanno facendo pagare: i parenti mussulmani ed – è duro ammetterlo – alcuni cristiani di Shengjin, che proprio non riescono ad accettare un magyp (minoranza etnica, simile ai rom) cattolico.
Per noi la sua presenza è un “dono dall’alto”, un vero ciclone di Grazia, dal quale ci facciamo ben investire e accarezzare. Le preoccupazioni e un filo di tristezza li lasciamo a Dio. Ci sembra di respirare l’aria delle comunità primitive, dove la novità del Vangelo scompigliava per i primi i credenti osservanti. E poi ci arrivano ondate di gelosia e chiusura, “perché le suore aiutano anche i rom mussulmani”.
Con l’aiuto di Agron, infatti, abbiamo cercato di capire qualcosa in più delle famiglie magyp che abitano a Shengjin, per sostenere i bambini che non vanno a scuola e si improvvisano commercianti di lattine, integrando i poveri bilanci familiari. Insomma, è un momento di burrasca, secondo noi salutare. Che Dio ci aiuti a fare una bella con-fusione, cioè a fondere in Uno i cuori, le intenzioni, i progetti e le volontà.
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